Covid-19 GIORNALI - Studio Bianchi per. ind. Filippo

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Covid-19 GIORNALI

COVID-19
Aggiornato il 12/08/2020
La sanificazione
Emerge (si veda anche il webinar del Sole 24 Ore in collaborazione con Anaci del 17 aprile scorso) la necessità che la sanificazione venga svolta da un’impresa specializzata e autorizzata a questo genere di operazioni e non da una semplice impresa di pulizie. Questo per la sicurezza reale dell’edificio ma anche per i riflessi di comportamenti rischiosi da parte dell’amministratore nella scelta dell’impresa.  
La sanificazione costa (dai 500 euro in su per un condominio sui 20-25 appartamenti) e l’amministratore si espone a critiche da parte dei condòmini meno avveduti ma non deve dimenticare che «atti conservativi» delle parti comuni appartengono alla sua autonomia (articolo 1130, n. 4, del Codice civile) in quanto dovuti e non sono soggetti all’assemblea, dato che sono quelli che servono a preservare l’insieme dei beni comuni, a mantenerli nello stato di fatto e di diritto ottimale e a conservare la loro naturale funzione. Ed è ovvio che una parte comune dove ci si può contagiare non assolve alla sua funzione.
 
ESTRATTO DA ILSOLE24ORE 21/04/2020

I cortili in tempi di emergenza sanitaria
I principi esposti assumono particolare importanza e attualità pratica in questo critico momento in cui, a causa della Covid-19, specifiche disposizioni governative e regionali hanno imposto limiti alla libera circolazione di tutte le persone.
Il cortile/giardino condominiale, inteso come spazio privato accessorio della propria abitazione e dunque ben usufruibile senza timore di violare le restrizioni previste da ordinanze nazionali e/o locali, diventa a questo punto strategico per lo svolgimento di attività all'aperto da parte dei condomini, purché vengano, anche in questo caso, rispettate le regole generali circa un uso uguale da parte di tutti.
La libera accessibilità del cortile/giardino, in quanto area privata, non fa infatti venir meno il dovere di rispettare quelle fondamentali regole purtroppo imposteci dalla sgradita presenza del coronavirus, cioè, in primo luogo, del divieto di assembramento che in ogni caso impedisce anche ai bambini di giocare insieme nell'area loro destinata all'interno del condominio oppure, per tutti, di correre in gruppo o di parlarsi a distanza ravvicinata.
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